Come il capitale sociale, le neuroscienze e la bellezza possono generare eventi di valore

Ilaria Colleoni è capace di trasformare in un istante un luogo spento in un ambiente accogliente aggiungendo solo un dettaglio, di realizzare un evento che “non sai dire bene perché, ma sai che te lo ricorderai per tutta la vita”; inoltre, Ilaria sa fare un passo indietro e stare accanto alle persone, trasformandosi nel supereroe invisibile sempre al tuo fianco. Lei è per noi “Ilasupergirl”, ma chi se lo aspettava! Quando l’abbiamo conosciuta era immersa nel suo percorso di trasformazione, quello che l’ha portata poi a fiorire, ma che quando ci sei dentro ti avvolge come il bozzolo opaco e duro di una crisalide. Era abbracciata da un “peplo” che custodiva un’infinita bellezza, ma che ancora non era pronto a lasciarla andare. Ricordiamo ancora quello che avevamo pensato incontrandola: “mah, sembra triste, spenta”. Poi sono passati una manciata di mesi ed eccola qui, fiorita come mamma, donna e libera professionista. Ci ritroviamo tutte e tre a Milano intorno a un caffè, con un po’ di stupore da #primavolta ma con la voglia di esplorarci e capire come disegnare un pezzo di strada insieme. Quando le chiediamo: “cosa hai in mente, cosa stai costruendo” lei ci racconta di Peplo e dice “vogliamo organizzare team building, eventi aziendali, eventi privati e feste in genere. Vogliamo lavorare su misura, come in una sartoria, ricercando e scoprendo di volta in volta posti e luoghi originali. Il nostro obiettivo è riportare al centro la persona, le relazioni, la manualità e il divertimento, per raggiungere un maggiore benessere personale e collettivo”. Ora sembrerà normale quello che fa, la sua è una delle tante società di eventi, penserete! Ma non è così. Peplo è una società che “costruisce percorsi e prodotti brain based. Sì, perché la scienza, se messa al centro di un prodotto, riesce non solo a renderlo più efficace ma anche a generare un reale cambiamento o impatto, come preferite”.

Organizziamo team building, eventi aziendali, eventi privati e feste in genere. Lavoriamo su misura, come in una sartoria, ricercando e scoprendo di volta in volta posti e luoghi originali. Il nostro obiettivo è riportare al centro la persona, le relazioni, la manualità e il divertimento per raggiungere un maggiore benessere personale e collettivo.

Come? Con tutti gli strumenti possibili, utilizzando le mani, la fantasia, il divertimento e, perché no?, anche la voglia di aiutare gli altri, che è una delle nostre caratteristiche principali.

Come hai selezionato e formato i tuoi collaboratori? Lo “scopo” dell’organizzazione ha avuto un qualche ruolo di guida e orientamento in questi processi?

Lo “scopo” di Peplo è Peplo. La natura dell’organizzazione si realizza nell’esprimere i valori che rappresenta e in cui crediamo profondamente.

E Peplo è una società intellettuale fatta di persone, dove il confronto e lo scambio di idee sono il pane quotidiano. Perché tutto questo funzioni, è necessario condividere principi e obiettivi.

L’esperienza mi ha insegnato che è necessario ricercare la coerenza: prima dentro noi stessi e poi anche nell’organizzazione in cui lavoriamo. E quindi sì, lo “scopo” di Peplo guida la scelta e la crescita delle persone che lavorano con noi.

Quali sono i principali processi, le procedure, le pratiche, le iniziative e le politiche verso il personale interno e i clienti che, secondo te, rendono Peplo diversa dalle altre società che forniscono servizi di eventi e team building presenti sul mercato?

L’elemento distintivo di Peplo sta in queste poche parole, che sono quelle con cui raccontiamo Peplo alle persone che non la conoscono:

Ci piacciono le cose belle, la cura dei dettagli e le cose su misura. Amiamo gli abbinamenti strani, i colori e il cibo piccolo. Siamo di Milano e organizziamo eventi.

“Ci piacciono le cose belle” è la prima caratteristica distintiva della proposta di Peplo. La bellezza è per me un fattore abilitante al benessere. Nelle cose belle si sta bene. Le cose belle rendono tutto più semplice. E non è mia intenzione fare della filosofia spicciola sui canoni estetici della bellezza. La bellezza per me è una cosa molto pratica, che faccio sperimentare alle persone che partecipano agli eventi organizzati da Peplo.

Le “cose belle” non possono che partire dalla “cura dei dettagli”; dove il dettaglio non è strettamente e solamente accuratezza. Per me, un dettaglio è qualcosa che fa sentire bene: un dettaglio è qualcosa che accoglie e riduce le distanze.

E non siamo tutti uguali. Ciascuna organizzazione e ciascuna persona ha i propri canoni estetici e il proprio bisogno di dettaglio. E perché quindi la bellezza rimanga un fattore concreto, serve costruire “cose su misura”. Non facciamo un progetto uguale all’altro. Abbiamo tante esperienze da portare in dote ad ogni progetto che parte… ma poi alla fine finiamo sempre per costruire una cosa nuova. “Gli abbinamenti strani”: qui è la voglia di stupire. Dove stupore per me non è “Wow”, piuttosto è: “Caspita! Non ci avrei mai pensato”. È riuscire ad abbinare il vecchio e il nuovo, il piccolo e il grande, il rumore al silenzio e, in ultimo, non per importanza “il cibo piccolo”, che è il modo con cui dico che è importante essere morigerati. Tutto quello che serve, ma non una cosa di più. E possibilmente senza sprecare.

Benvenuti in #peploland.

 

Peplo ha dedicato una specifica linea di prodotto, #happiness, al tema della felicità e un’altra all’utilità sociale, #socialpot. Perché? Da quali riflessioni sono nate queste scelte? Ci fai qualche esempio di questi progetti? Come sono recepite dalle organizzazioni e dalle persone? Che effetti hanno?

È davvero con grande piacere che rispondo a questa domanda. #happiness e #socialpot sono sicuramente le due linee di prodotto che maggiormente rappresentano Peplo.

#happiness sono tutti gli eventi e team building in cui l’essere persona è posto al centro, il tempo e il respiro tornano ad essere importanti e in cui l’energia è un fattore fondamentale. E #happiness nasce proprio dall’incontro con Dani e Veru . Ho sempre costruito eventi portando le relazioni al centro e insegnando alle persone l’importanza della collaborazione. L’incontro con 2bHappy mi ha permesso di dare una nuova struttura alla mia proposta, rafforzandone il contenuto e potendo contare su un modello di sviluppo molto solido. Gli eventi #happiness sono momenti in cui facciamo sperimentare alle persone l’importanza della gratitudine, della collaborazione, dell’energia e dell’identità di gruppo. Ad esempio, utilizziamo le percussioni per far sperimentare come ascolto ed empatia siano elementi fondamentali per costruire relazioni proficue e come l’energia sia un fattore importante per portare questi elementi nella vita di tutti i giorni.

E poi #socialpot, che è un calderone di idee e di attività che hanno un unico scopo comune: l’utilità sociale. Perché credo davvero che insieme si possa costruire un mondo migliore.

Qui sono due le esperienze a cui sono particolarmente affezionata. La prima è un’attività  che organizziamo in collaborazione con Rise Against Hunger in cui i partecipanti in pochissimo tempo confezionano decine di migliaia di pasti per i paesi bisognosi. È un’attività molto divertente e ingaggiante, che proponiamo al termine di workshop in cui il “grazie” è l’elemento centrale: i partecipanti lavorano insieme per offrire un pasto e fare così esperienza del loro “grazie”.

La seconda esperienza si chiama, invece, #ricilette. Abbiamo proposto ad un nostro grosso cliente di riportare in vita oltre 50 biciclette durante due attività di teambuilding. Le biciclette realizzate sono state vendute poi all’asta ad un prezzo calmierato e il ricavato è stato devoluto per un progetto internazionale sull’acqua Goccia a Goccia.

Il riscontro che stiamo ricevendo, sia dalle persone sia dalle organizzazioni,  è  davvero sorprendente. Le persone si mettono in discussione molto più “volentieri” se capiscono il senso di quello che fanno. Ed ecco che l’esperienza non è più solo un momento divertente ed aggregante, ma diventa un luogo dove poter vivere l’importanza dell’essere persone in relazione e dove comprendere la potenzialità della collaborazione rispetto alla competizione.

E, per quanto riguarda le organizzazioni, noto che negli ultimi anni l’interesse per lo sviluppo della persona e delle relazioni è diventato bisogno, creando lo spazio per lo sviluppo di nuovi paradigmi positivi.

Peplo è nata da poco ma è già molto attiva e operosa. Quali sono gli indicatori con cui valuti, o valuterai, il “successo” della tua organizzazione? Quali risultati positivi (es. numero di clienti, numero di progetti, aumento fatturato..?) stai registrando da quando esiste Peplo?

Peplo è nata da nemmeno due anni per cui, in questa fase, i risultati quantitativi non credo siano rilevanti. Partendo da zero, ogni crescita è un fenomeno. L’indicatore che mi fa dire che il risultato di Peplo è positivo è il tempo che le aziende dedicano alla progettazione degli interventi. Sempre più aziende hanno voglia di sedersi e di ragionare insieme su come costruire un progetto “sensato” rispetto all’obiettivo. Il processo che porta alla realizzazione di un evento oggi non assomiglia più ad un processo di vendita, è più un percorso di confronto in cui è possibile portare anche elementi di contenuto piuttosto forti. E questo, indipendentemente dal risultato economico, è un grandissimo successo.

Qual è la tua ricetta personale del benessere? Quali sono, se ne hai, le tue pratiche o routine del benessere cioè come ti prendi cura di te, cosa fai per rilassarti, ricaricarti, rimanere centrata, positiva, in salute?

Tempo e cura di me. Una mezz’ora al giorno in cui stare in silenzio e in ascolto. In cui camminare e in cui lasciare ai bisogni e ai desideri spazio per emergere.

Qualche no ogni tanto, anche se mi costa ancora fatica, a volte. E poi cercare sempre il sorriso, l’equilibrio e la pace. “Non tramonti il sole sopra la vostra ira” è una delle frasi su cui costruisco le mie giornate. E ultimo, non per importanza, ho imparato a dire “ti voglio bene”, ad abbracciare e ad essere abbracciata.

Ah beh. E appena posso scappo al mare! Seduta lì davanti, tutto diventa semplicissimo. 

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