Lo Yoga Finanziario, ovvero come la neuroscienza (e la crescita spirituale) consentono di trasformare il modello “copia-incolla” della “ricchezza = soldi”, in felicità e benessere consapevoli

Davide ed Enrico sono i fondatori di Money Surfers, la prima Digital Academy italiana dedicata alla ricchezza consapevole. Entrambi vengono dal mondo del Trading e insegnano alle persone come fare i soldi ed essere felici. Hai letto bene, lo scopo della loro “impresa” professionale è condividere con il mondo ciò che hanno imparato e sperimentato loro stessi e cioè che “la felicità fa i soldi”. Cosa c’è dietro questo slogan, che è anche il titolo di un loro libro di successo e che, come sottolineano gli autori stessi “non vuol dire niente ma funziona”? “Lo slogan che tanta fortuna ci ha portato in questi anni è, appunto uno slogan. E gli slogan, quelli belli, sono come la poesia: devono stupirci, cre- are corto circuiti cognitivi, colpire l’inconscio. La presenza o meno di un significato razionale è assolutamente superflua. […] La felicità fa i soldi non vuol dire niente, ma ci ha permesso di essere invitati a Radio Deejay per parlare in diretta a un milione di persone di ricchezza consapevole. […] La felicità fa i soldi è un claim che spacca, perché cita due tra gli obiettivi di vita più agognati di sempre.”

Perché e come è nata Money Surfers?

 

E’ nata da un bisogno egoistico e si è tramutata in un progetto formativo tutto volto alla soluzione dei problemi degli altri. Eravamo diventati bravi col trading on line ma eravamo troppo giovani per avere risparmi da investire, così ci siamo rivolti al web. Inizialmente inviando segnali di trading su Twitter e poi regalando le nostre conoscenze, tutto per trovare qualcuno che che ci finanziasse. I fondi sono arrivati in pochi mesi, ma una volta raggiunta la libertà finanziaria abbiamo capito che non era un obiettivo risolutorio. Abbiamo dunque studiato centinaia di libri di misticismo e vissuto esperienze trasformative in tutto il mondo e poi, semplicemente, abbiamo messo insieme questi due mondi: denaro e spiritualità. Da qui l’idea di MoneySurfers, una specie d’incrocio tra la Bocconi e un Ashram.

Qual è lo “scopo” dell’organizzazione?

Portare più persone possibili sull’ultimo gradino della scala della ricchezza, quello della Ricchezza Consapevole. Nel nostro libro “La Felicità fa i Soldi” lo descriviamo come quello stato in cui conosciamo il linguaggio del denaro e generiamo ricchezza senza nemmeno il bisogno di pensare ai soldi. Per arrivarci però ci sono varie azioni e percorsi da effettuare. Ma si può fare, ci stanno arrivando in tanti ed è davvero gratificante vedere che quello che fai aiuta davvero gli altri.

Quali sono le caratteristiche o i principali processi, le procedure, le pratiche, le iniziative e le politiche – rivolte ai membri interni o a i clienti, partner etc.. – che rendono Money Surfers un’organizzazione positiva?

La frase più bella che ci è capitato di sentirci dire da quando siamo imprenditori è quella di un nostro collaboratore che in un momento critico, la relocation della nostra sede ci disse, testualmente: “Io vorrei continuare a lavorare con voi per sempre, siete i primi capi che mi chiedono di lavorare di meno”.

La filosofia della Ricchezza Consapevole e dello Yoga Finanziario che divulghiamo coi nostri libri, eventi e corsi è totalmente inserita nelle dinamiche aziendali interne. Sarebbe assurdo il contrario. Tutti possono lavorare da remoto, nessuno timbra cartellini, non si lavora fino a tardi, ogni collaboratore deve poter esprimere se stesso mentre lavora.

Vengono svolte solo le mansioni che risuonano perfettamente con le vocazioni personali, le mansioni più ripetitive vengono automatizzate, dopo una certa ora e durante il week-end sono vietate mail e whatsapp. Lo stesso vale per l’esterno, se c’è qualcuno che è più bravo di noi a fare una cosa cerchiamo di fare una partnership, non di fargli concorrenza. Purtroppo questa cultura in Italia fa ancora fatica a radicarsi, ma arriverà presto.

 

 

Quali sono gli indicatori di “successo” di Money Surfers?

Il grado di felicità dei nostri corsisti. Quando la maggiorparte di loro torna a casa diversa dopo uno dei nostri corsi esperienziali per noi si tratta del migliore successo possibile. Non abbiamo obiettivi finanziari e nemmeno di notorietà, ci piace concentrarci sui risultati umani dei nostri clienti e dei nostri collaboratori. Il piacevole effetto collaterale è che facendo così si guadagna molto di più. 

Siate vigili e onesti con voi stessi, il resto arriverà di conseguenza

Quali numeri, risultati positivi ha registrato Money Surfers dalla sua nascita (es. numero di corsi, numero di dipendenti, aumento clienti, progetti, fatturato.. altro?

I corsisti felici sono in crescita esponenziale. Ogni anno, dal 2013 raddoppiamo il fatturato, siamo stati ospiti in diretta su Radio Deejay da Linus e Nicola Savino e Repubblica Affari & Finanza ci ha dedicato una pagina intera. Siamo partiti facendo corsi per 10 persone fra le scogliere di Malta e ci ritroviamo oggi ad avere un evento di 3 giorni nella Sala Grande della Biennale di Venezia, la stessa del Festival del Cinema. Siamo noi i primi a testimoniare che lo Yoga Finanziario funziona.  

La “leadership positiva” richiede alle persone che guidano e gestiscono le organizzazioni di integrare il paradigma razionale-economico (per garantire la crescita e l’efficacia dell’organizzazione) con il paradigma emotivo-umano (per consentire alle persone di fiorire). E’ un percorso di formazione dei “leader” non banale, per la necessità di affiancare competenze tecniche di gestione a sensibilità umane, un vero e proprio sviluppo integrato del Sé. Voi come ci siete arrivati? Qual è stato il vostro percorso per diventare ricchi consapevoli?

Questo è forse il percorso più difficile. Fare corsi per sconosciuti è molto più semplice che aiutare a crescere i collaboratori che vedi quotidianamente e che sono legati a te da un contratto di lavoro. Ci sono secoli di battaglie e luoghi comuni che remano contro. Se ci siamo arrivati o meno dovrebbero dirlo i nostri dipendenti, di sicuro si tratta del nostro primo obiettivo quando la mattina ci si incontra. Riuscire a capire le persone che lavorano per te, drizzare le antenne continuamente e imparare a leggere nei cuori, e poi, agire subito. Credo che uno degli errori peggiori che si possano fare sul cosiddetto posto di lavoro è quello di procrastinare le scelte più difficili ma necessarie.

Quali sono le vostre pratiche o routine quotidiane del benessere? Come vi prendi cura di voi, cosa fate per rilassarvi, ricaricarvi, rimanere centrati, positivi, in salute?

Nessuno è obbligato ma la maggior parte di noi pratica la meditazione due volte al giorno. Nella nostra sede c’è una sala adibita a questo. E poi da sempre rimborsiamo il 100% dei costi sostenuti dai nostri dipendenti per la cultura. Libri, teatro, mostre e corsi di formazione rendono le persone migliori, più flessibili, creative, energetiche.  

 

 

Quali sono, secondo voi, le sfide, gli ostacoli, le difficoltà, le fatiche o le resistenze da affrontare nel percorso di costruzione di un’organizzazione positiva, che mette davvero la persona e il suo benessere al centro?

Le stesse che incontriamo quando dobbiamo crescere come individui: diventare più forti degli automatismi inconsci che ci governano. Essere svegli, presenti, sempre.

Vuoi aggiungere qualcos’altro in relazione al tema e alla tua esperienza personale?

Sì, una cosa in effetti c’è. Se oggi sono qui a scrivere la mia storia per contribuire al progetto è perché evidentemente tutto ciò che ho costruito con questo metodo ha funzionato.

Cosa direste ai vostri colleghi imprenditori, ai traders (altri peer?) per convincerli che vale la pena investire sul benessere delle persone e che ha senso iniziare a costruire organizzazioni positive?

Una statistica della Aetna, il colosso assicurativo americano, dice che per ogni dollaro investito in consapevolezza ne rientrano in azienda circa 11. Non male come R.O.I. non credi?

 

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