Cambiare e trasformarsi è sempre possibile, perché ogni individuo e ogni struttura ha al suo interno una innata predisposizione ad apprendere ed evolvere.

Ogni percorso di cambiamento culturale richiede però pazienza, tempo e voglia di mettersi in discussione. E' necessario quindi essere consapevoli del punto di partenza e di quanta strada ci sarà da fare.

Ecco perché prima di iniziare qualsiasi progetto ci piace partire con un questionario che ti consentirà di valutare quanto la tua organizzazione è vicina (o distante) al modello positivo.

Scarica il pdf  Test_Org+  che visualizzi sotto e segui le istruzioni per la compilazione.

Ancora una nota: compila il questionario, ma è importante anche raccogliere altri percepiti. Pensa quindi ad alcune persone nella tua organizzazione a cui far compilare il questionario (ne bastano tre). In questo modo potrai confrontare i percepiti di tutti, avere una visione di sintesi e quindi delle indicazioni qualitativamente più succulente.

 

 

Come interpretare i dati 

Primo step: la tua misurazione

Somma i punteggi che hai assegnato a ciascuna domanda e otterrai un punteggio totale che potrà oscillare tra 8 e 40.

Secondo step: il confronto delle misurazioni

Confronta il tuo punteggio totale con quelli ottenuti dalle altre persone a cui hai chiesto di compilare il questionario. 

Fai una media semplice (somma dei punteggi totali realizzati dai compilatori/il numero dei compilatori).

Se il punteggio è compresa tra 33 e 40, complimenti!, quella della tua organizzazione potrebbe essere un’altra bella storia da raccontare. Scrivici ed entra in contatto con la rete delle Organizzazioni Positive italiane. Raccontaci la tua storia

Se il punteggio è inferiore a 33, probabilmente varrebbe la pena fermarsi un momento per valutare la reale intenzione di muoversi in una prospettiva di cambiamento culturale oppure provare ad immaginare delle alternative per portare questi temi nella tua organizzazione, consapevoli però che la strada da fare sarà piuttosto lunga.

Quindi cosa posso fare?

Intraprendere questo tipo di cambiamento culturale si può, a patto, come abbiamo detto di essere disposti a mettersi in discussione, perché si tratta di abbracciare – soprattutto per i leader – un modello mentale per il quale: le persone hanno un grande potenziale da esprimere e una natura sociale; ci si spende nella costruzione di relazioni sane, di fiducia e rispetto tra colleghi; si considerano e promuovono come leader persone che sanno essere un esempio oltre che di professionalità anche di umanità; ci si apre al pensiero degli altri, ci si dice “grazie” alla fine di uno scambio di opinioni o di una email.

Se hai voglia di iniziare questo percorso ecco quello che facciamo.

I nostri interventi per diventare un'organizzazione positiva

Per stimolare l’avvio di un percorso di trasformazione proponiamo in prima battuta dei talk con coloro che hanno il potere decisionale e progettuale sulla vision e l’impostazione generale dell’organizzazione. Questi talk hanno lo scopo di introdurre l’argomento, raccontare cosa significa portare la felicità al lavoro, perché ha senso, che vantaggi ci sono e come si può diventare un’organizzazione positiva. Una volta che riceviamo un riscontro positivo e una volta che l’azienda o l’organizzazione sceglie di affrontare il percorso di cambiamento allora organizziamo dei workshop di sensibilizzazione sul tema della felicità: questi workshop sono rivolti a tutta la popolazione aziendale e hanno la finalità di condividere il cambiamento che l’organizzazione vuole mettere in atto, di allineare linguaggi e pratiche. Il percorso di trasformazione è poi supportato sia da un’attività di comunicazione interna congruente, volta a consolidare l’apprendimento e a trasformare i comportamenti appresi in abitudini, sia da percorsi di sviluppo della leadership positiva ovvero programmi di formazione che possono prevedere sessioni formative in aula e moduli di coaching specifici per i leader. Infine, visto che i comportamenti per poter diventare nuove abitudini e dunque cultura vanno allenati e ripetuti, è importante inserire nuove pratiche positive attraverso la reimpostazione di nuove politiche di welfare e di nuovi processi.