Privacy Policy

DISCIPLINE ORIENTALI

“All that we are is the result of what we have thought. The mind is everything. What we think we become.”  

Buddha. 

 “La tua visione crea la realtà”

recita così un testo molto sofisticato dell’era Vedanta, lo Yoga Vasishtha. 


Cosa c’entra la Felicità con il BUDDISMO e le DISCIPLINE ORIENTALI? 

Trattandosi di una parola davvero importante, di quelle che fai fatica a pronunciare, se ci rifletti veramente, proprio perché legata alle grandi domande esistenziali sul senso della vita, è abbastanza comprensibile che anche le tradizioni mistiche orientali (Buddhismo, Taoismo, Induismo etc..) si siano poste il problema della felicità, tentando di dare risposte e proporre strade per coltivarla e raggiungerla. A differenza di altre “religioni” però, queste filosofie non collocano esclusivamente la felicità in un altrove spazio- temporalmente diverso da questa vita terrena (paradiso, nirvana o qualsiasi altro tipo di aldilà).

Dal pensiero del Dalai Lama e dalla filosofia dello Yoga  in India, impariamo che la felicità autentica è possibile proprio in questa vita, qui e ora ed è a disposizione di tutti, perché strettamente legata ai concetti di consapevolezza personale, controllo della “mente” e libera espressione del Sé.

icon2
“Crediamo che la felicità si possa ottenere “addestrando la mente”. Quando parliamo di addestramento della mente non intendo solo le capacità cognitive o l’intelletto, ma assegno al termine il significato della parola tibetana sem, che è assai più ampio, più simile a psiche o spirito e include, sentimento e intelletto, cuore e cervello.” Dalai Lama. 

Queste tradizioni di saggezza millenaria possono essere considerate a tutti gli effetti dei sistemi di pensiero, vere e proprie “Scienze Mentali”, che pongono cioè l’accento sulla “mente” e sul suo funzionamento come chiave per la realizzazione di sé e la garanzia di una vita sana, pacifica, felice.

“Yoga chitta vritti nirodha”, afferma Patanjali nel suo Yoga sutra. Lo yoga ha lo scopo di “controllare le fluttuazioni (vritti) della mente”, che generano le “illusioni” e impediscono di vedere e comprendere la realtà.

La filosofia dello yoga di Patanjali, può essere considerata un vero e proprio manuale per la felicità.

Lo yoga, infatti, è molto più di una serie di posizioni strane, dai nomi impronunciabili, eseguite da persone tipo acrobati o contorsionisti per rendere più accattivanti le foto profilo dei social network. Per come la vede Patanjali, le āsana (posizioni) cioè la parte “fisica”, è solo una delle otto parti, “membra” (aṣṭāṅga) della disciplina. Le altre hanno a che fare con regole etiche di comportamento individuale e sociale (yama e nyama), controllo della respirazione, emancipazione dell’attività sensoriale dall’influsso degli oggetti esterni (prāṇāyāma e pratyāhāra), pratiche di concentrazione e meditazione (dhāraṇā, dhyāna e samādhi ).

Una filosofia che abbraccia l’uomo nella sua interezza (corpo, mente, spirito), una disciplina la cui osservanza è in grado di eliminare gli stati dolorosi (kleśa) e la sofferenza insita nella condizione umana, attraverso un percorso fatto di conoscenze e tecniche psicofisiologiche capaci di produrre i seguenti benefici:

  • vivere in salute e pace;

  • prosperità;

  • soddisfazione reciproca nelle relazioni;

  • giocare un ruolo costruttivo nella società.

Numerose sono le ricerche e gli studi ormai accumulati sugli effetti e i benefici dello yoga sulla salute e sulla qualità della vita.

“La pratica regolare dello yoga promuove la forza, la resistenza, la flessibilità e facilita caratteristiche di amicizia, compassione, e un maggiore autocontrollo,  coltivando un senso di calma e benessere. La pratica sostenuta porta anche a risultati importanti come cambiamenti nella prospettiva di vita, la consapevolezza di sé e una migliore sensazione di energia per vivere pienamente e con genuino piacere. La pratica dello yoga produce uno stato fisiologico opposto a quello della risposta da stress di tipo “attacco o fuga” e tale interruzione nella risposta automatica produce un senso di equilibrio e armonia tra mente e corpo”. 

Scopri i principali benefici terapeutici dello yoga.

Che tu voglia farlo per dimagrire e migliorare la salute, per imparare a controllare il respiro e migliorare la tua tecnica di apnea o capire come diventare padrone della mente e dei tuoi pensieri per ottenere tutto ciò che vuoi dalla vita, compresa la vita eterna, ogni motivazione, ogni desiderio è lecito se ci mette su una strada di ricerca e aumento della nostra consapevolezza.

 

spring-flowering-tree-with-blossom-vector-illustration_132105956

La piena Felicità dipende dalla reale conoscenza, comprensione (understanding) della natura della realtà e della vita. 


L’approccio orientale, fortemente consapevole dell’impermanenza, della natura incessantemente mutevole della realtà e delle cause della sofferenza e del dolore, fornisce una cornice di senso “concreta” e “realistica” alle azioni e pratiche che suggeriscono per coltivare la felicità.

Non possiamo parlare di felicità senza parlare di sofferenza, non possiamo non considerare o fuggire dall’idea che questa vita è “a tempo” e “non sappiamo né il giorno né l’ora”. Tutti questi concetti non sono poi così estranei alla nostra cultura occidentale, né appartenenti esclusivamente ai sistemi religiosi.

“La concezione monistica e organicistica della scuola di Mileto era molto vicina a quella delle antiche filosofie indiana e cinese e le corrispondenze con il pensiero orientale sono ancora più forti nella filosofia di Eraclito di Efeso. Eraclito credeva che il mondo fosse in perenne mutamento, in eterno « Divenire ». Per lui, la staticità dell’essere era pura illusione. Egli considerava il fuoco il principio universale, simbolo del continuo scorrere e trasformarsi di tutte le cose; riteneva che tutte le trasformazioni nel mondo nascessero dall’azione reciproca dinamica e ciclica dei contrari e pensava ogni coppia di contrari come un’unità. A questa unità, che contiene e trascende tutte le forze opposte, dava il nome di Logos”

da Il Tao della Fisica, Fritjof Capra, 1982, Adelphi.

 

emergency-light-icon

La separazione storico-culturale di spirito e materia ci ha allontanati per secoli dalla felicità


Ad un certo punto della storia dello sviluppo delle idee, alcune hanno preso il sopravvento (in particolare la separazione tra spirito e materia e il razionalismo di Cartesio), caratterizzando la FILOSOFIA OCCIDENTALE e influenzando anche i sistemi economico, organizzativo e della società, nella direzione della cancellazione di alcuni argomenti diventati non rilevanti (in quanto afferenti alla sfera “emotiva” spirituale, dunque non razionale) o tabù  (come la morte, l’invecchiamento..).

La felicità, intesa come afferente alla dimensione emotiva e spirituale, è diventata così qualcosa di sfuggente, appannaggio delle religioni o delle speculazioni filosofiche.

Oggi invece che la scienza sta confermando che è il pensiero che crea la realtà e che possiamo imparare a controllare la mente – attraverso tecniche come la MINDFULNESS o la MEDITAZIONE, per sviluppare la consapevolezza, l’intenzionalità e la salute – il contributo offerto dalla discipline orientali è estremamente di valore e il percorso verso la realizzazione di una vita felice è assolutamente possibile!

I Benefici della Meditazione dimostrati dalla Scienza

La Scienza della Felicità è una Disciplina Integrata

Leggi anche: